Vola Assunta Vola! Una Libellula sulla pista

Una libellula, che fa volare qualunque cosa

Assunta Legnante (Foto di Eva Pavia per gentile concessione del C.I.P.)
Assunta Legnante (Foto di Eva Pavia per gentile concessione del C.I.P.)

Si sono appena conclusi a Parigi i giochi di una delle Paralimpiadi più belle di sempre. Sembrava che il trionfale risultato della la scorsa Paralimpiade di Tokyo 2020/2021 con 69 medaglie vinte (così tante, erano state vinte solo a Roma 1960), ecco Parigi 2024, la Paralimpiade “Rivoluzione dell’Inclusione”, è stata più ricca di medaglie, ben 71 quindi due in più, ma soprattutto ha regalato emozioni così straordinarie che è difficile raccontare. Fino all’ultima sera di gare è stato un susseguirsi di trionfi per le nostre atlete con l’Oro di Martina Caironi, il Bronzo di Monica Contrafatto, compresa la caduta di Ambra Sabatini, che ha fatto piangere l’Italia e forse compromesso la gara della Contrafatto, ma che si conclusa con un meritatissimo Bronzo assegnatole dalla Giuria. Che emozione!
Il pomeriggio era stato trionfale, con l’Oro del Nuoto con la Staffetta 4×100, Simone Barlaam, Stefano Raimondi, Giulia Terzi, Xenia Palazzo, sono stati dei veri Giganti.
Ma un’altra Grande Atleta dello Sport Paralimpico, che merita di essere citata e raccontata, è sicuramente Assunta Legnante. Dall’Atletica sono arrivate ben 8 medaglie, e lei ha dato un forte contributo, vincendone ben Due: l’Argento nel Lancio del Disco, e l’Oro nel Getto del Peso.

Quali emozioni ti hanno suscitato le due medaglie vinte?
«Sono state emozioni fortissime per entrambe le medaglie. Il Lancio del disco non è la mia gara, e quindi i risultati non sono certi, però sono più che soddisfatta del secondo posto. Certo avrei preferito superare i 39 mt e vincere l’Oro, ma non si gareggia da soli. Le avversarie ci sono e avrei si potuto vincere, ma sarei anche potuta arrivare Terza o Quarta.
Il Getto del peso invece è la mia gara perfetta: mi sono ripresa la medaglia d’Oro, che avevo perso a Tokyo, sia a causa di un infortunio che per la pedana bagnata. Era quello che volevo: vincere l’Oro e sono contenta di averlo vinto».
Hai aggiunto l’Oro di Parigi alle decine di medaglie che avevi già vinto, tra Europei, Mondiale e Paralimpiadi: ma quella sfumata a Tokyo, ti brucia ancora?
«Mi brucia ancora, perché avrei potuto essere Medaglia d’Oro per quattro Paralimpiadi consecutive. Purtroppo sappiamo bene che se vincere è facile, confermarsi è più difficile. Ma se si vince, è sempre meglio».
Per te Assunta Legnante, che differenza c’è tra Lancio del Disco e Getto del Peso?
«La differenza e la difficoltà, non è spiegabile a parole. Ma il gesto motorio, che io ho sempre fatto da vedente, mi viene più normale da non vedente. Poi c’è, una maggiore difficoltà per una persona non vedente nel lancio del disco perché mentre ruoti, c’è un momento in cui, i piedi non sono a terra. E se non hai un punto di riferimento perché non lo puoi vedere, ecco che ti perdi. Quell’attimo è fondamentale nel lancio, perché se ti perdi, non riesci a far uscire il disco dalla gabbia.».
A marzo scorso, quando ti intervistai, mi dissi che la medaglia più bella, è quella che deve ancora arrivare. A Parigi ne sono arrivate ben 2, ti senti un po’ anche tu, la Regina dell’Atletica?
«La Regina dell’Atletica è Martina Caironi, che ha vinto le mie stesse medaglie in una Paralimpiade. Forse, l’unica differenza tra me ed altri Atleti Paralimpici, è che io non ho mai perso un mondiale. Oltre alle 6 medaglie vinte alle Paralimpiadi, ho vinto anche, sei mondiali consecutivi. Questa è una cosa che mi inorgoglisce molto».
Sempre in quell’intervista, mi raccontasti che nel 2008, avevi partecipato alle Olimpiadi di Pechino, invece dal 2012 con Londra, partecipi sempre e solo, alle Paralimpiadi. Perché cos’è successo?
«Io sino al 2008/2009 nonostante fossi ipovedente, avevo una vista normale. Ho un problema dalla nascita, un Glaucoma congenito. Ho sempre fatto una vita normale, non che adesso sia diversa, la mia è sempre una Vita Normale. Ma quello era il mondo che conoscevo, nella quale mi ero ambientata. Ho incominciato a fare Sport. Poi però, nel 2011/2012, quando ho perso totalmente la vista, ho dovuto rivedere le carte in tavola. Mi è stata proposta la possibilità di continuare a fare lo sport che praticavo, nel mondo paralimpico. Ed io ho colto la palla al balzo».
Levaci una curiosità, perché a Parigi, indossavi sempre, la mascherina con gli occhi di Monna Lisa? Perché gli Atleti usano sempre la mascherina?
«Le due mascherine che ho usato, sia questa di Monna Lisa, sia quella con gli occhi azzurri e le bandiere, sono state realizzate attraverso un Progetto dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna. I ragazzi per l’Esame hanno dovuto creare tutte queste mascherine, poi con un “Contest” su Instagram, sono state scelte le due, che avrei usato a Parigi. Quella della Monna Lisa perché di solito, ci tengo a scegliere una mascherina che leghi l’Italia al Paese ospitante. A Tokyo era l’Uomo Tigre (Manga Giapponese) e qui a Parigi ci stava benissimo la Gioconda.
Il Lancio del Disco alle Paralimpiadi è solo per i ciechi totali, e quindi gli Atleti Ciechi utilizzano sempre la mascherina mentre nel Getto del Peso possono partecipare anche gli ipovedenti che non hanno bisogno né della mascherina, né dell’accompagnatore. Ma gli Atleti Ciechi sono obbligati a portare sia le bende oculari, sia la mascherina. È il regolamento che ce lo chiede»

Assunta Legnante (Foto di Eva Pavia per genti
Assunta Legnante (Foto di Eva Pavia per genti

A chi vorresti dedicare le medaglie, che hai vinto?
«La dedico a tutti quelli che mi stanno dietro tutto l’anno e che mi permettono di allenarmi: il mio allenatore, la mia Società “Anthropos Civitanova Marche”, la palestra che mi ospita per gli allenamenti, la mia Fisioterapista, il mio Mental-Coach e tutto lo Staff sicuramente, che fa sempre in modo che io arrivi pronta ad una Manifestazione così importante»
Grazie ad Assunta di essere stata con noi.

Daniele Cardia

Informazioni su Daniele Cardia 324 Articoli
Giornalista Pubblicista - Direttore "MediaPress24" Scrivo per "Angeli Press" - "Cagliari Live Magazine" e con "Il Punto Sociale" Collaboro con "Opificio Innova, le WebTv: "MATEX Tv" e "ManiaTv" Vincitore dei Premi "USSI SARDEGNA 2022" Ho collaborato con l'emittente tv locale "Uno4" Nel 2017 ho scritto il libro: "Una storia qualunque... Barcollo ma non mollo"

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